mercoledì 12 giugno 2019

DA FIUMICINO A CORIGLIANO CALABRO PASSANDO PER MATERA


Cinzia per WolflandRoad
L'avventura inizia dopo lo smonto da una notte come tante in servizio in ospedale, tra i vari campanelli che suonano e le luci fuori dalle porte che si accendono alternativamente come se fossero un albero di Natale.
Tra le richieste d'aiuto e le zanzare che pizzicano a non finire la notte ha termine, si ha voglia di scappare e il solo pensiero di affrontare il viaggio fa si che si senta meno la stanchezza.
Una breve colazione accompagnata dal rumore del marmitte che stanno a significare che siamo tutti pronti, si sale in sella e via...la prima tappa è l'autogrill  "La Macchia" vicino Frosinone. Gli amici, Claudio e Ornella ci attendono, un caffè, uno dei tanti che si prenderanno, accompagna le chiacchiere prima di risalire di nuovo, benzina e via.
La strada scorre veloce gli occhi si chiudono dal sonno e a volte si ha la sensazione che per qualche minuto siano rimasti chiusi un po più a lungo...ma del resto chi se ne accorge, lorenzo guida e pensa alla strada, le radioline? le cuffie? nossignore un elemento di disturbo che nessun uomo vorrebbe per sentire anche dentro il casco la voce fastidiosa della moglie,  qualcuno dirà "li dentro tutto tace e finalmente si gode un po di silenzio!"
Il sonno e la stanchezza dopo il turno di notte non sono l'unico motivo perchè la mia moto stavolta è rimasta a casa aspettando il mio ritorno. Un intervento agli occhi recente, purtroppo non permette di avere una buona visione della strada e allora come ogni motociclista previdente si pensa alla sicurezza e non solo alla propria.




Mettersi alla guida in queste condizione può essere pericoloso per se e per gli altri, in moto devi avere una grossa attenzione, si deve ragionane per se, per il tragitto, ma devi anche immedesimarti e riuscire a percepire quello che pensa chi ti passa davanti, chi guidando ti attraversa col telefono in mano, chi invece guarda ma non ti vede...
Quindi a malincuore stavolta guida lui, non provi la stessa emozione di quando hai  le mani sul manubrio, quando  ti  formicolano e sembra che si anestetizzano per i km scorsi, che ti tremano come le gambe, che piegate in quella posizione per tanto tempo fanno poi fatica a distendersi.
Un autogrill sulla strada per Benevento mostra in vetrina giganti babà farciti, zeppole che rigonfie di crema quasi scoppiano e poi dolci alle mandorle, cornetti ripieni e cannoli siciliani dallo splendido ripieno di verde pistacchio.
Dopo tanti km finalmente si arriva a Matera, il pomeriggio illumina quelle case distese sul crinale, come la panna distesa su un dolce pan di spagna.




445 km percorsi con il freddo insolito di un 30 maggio che sembra 20 febbraio, tra la nebbia, il sole, la pioggia, il vento e ancora la pioggia con il sole....ma da dove arriva tutta sta pioggia se c'è il sole?
Percorso un tratto dopo Candela che nemmeno il deserto dei tartari è tanto deserto! tanti km senza incontrare un ponte dove mettersi sotto un attimo per trovare un furtivo riparo, senza un benzinaio e mentre i km scorrono si pensa.."e se qualcuno termina il carburante, ma a chi si raccomanda?"  Gli pneumatici di Claudio, che sta davanti, alzano acqua come fosse spruzzata da un getto al centro di una fontana.


Valeva la pena deviare per Matera, tanto il motoraduno è domani e Matera quest'anno merita un passaggio, dichiarata il paese della cultura, ci accoglie con tutta la sua bellezza, altrochè la vergogna d'italia come disse qualcuno un tempo.
I Sassi ormai trasformati, valorizzati, ripensati, riadattati, vengono mostrati nella loro bellezza sotto forma di Bed and Breakfast, ristoranti, bar, negozi di souvenir e altri che hanno mantenuto la loro caratteristica di abitazione di un tempo, allestiti con suppellettili, mobili e anche animali all'interno che mostrano la vita d'allora.
Il ricovero per la notte è all'interno del Sasso, proprio nel centro storico di Matera, abbarbicato su una ripida salita fatta di scalini rimodellati dal cemento a causa dei lavori che stanno eseguendo e scivolosi in quei punti dove la pietra fa slittare i piedi per la pioggia. Poi la cena, non diciamo d'essere affamati ma qualcosa di stuzzichevole da mandare giù,visto che il pranzo si è saltato, ci starebbe bene.
Allora visto il languorino che si fa sempre più pronunciato, ci si arrangia ad entrare nel primo posto sotto l'abitazione, piove e sotto la pioggia già ci si è stati abbastanza durante il viaggio, un bagnasciuga continuo.
Locale carino ed accogliente, molto anonimo, senza fronzoli e ne un'atmosfera che ti faccia ricordare dove ci si trova. Dopo un primo per tutti e una grossa bistecca di carne "podolica" divisa per quattro arriva il conto salato. Ci si guarda un attimo con un punto interrogativo stampato in mezzo la fronte.
Fuori ha smesso di piovere e da modo di fare due passi tra il borgo dove le luci calde e gialle illuminano sapientemente quei squarci di pietra che sembra essere stata messa li da un artista.
Tra un muro e l'altro si scorge il campanile del Duomo, sarebbe bello andarlo a vedere, ma a nessuno dei quattro vien voglia di fare tutti quei scalini in salita per vedere tanta bellezza, si rimanda a domani, le moto saranno fedeli compagne da portarci ovunque si desidera.
Dopo la visita a questa bella città si risale in sella, altri 150 km ci distanziano dalla meta, li gli amici di sempre ci aspettano, i filmati in diretta su facebook ci mostrano i preparativi al motoraduno e Mario Cosenza il presidente invita i tanti a partecipare desideroso di mostrare tutta la sua accoglienza.
Fa caldo e pensare che è solo il giorno dopo il 30 maggio e ieri sembrava febbraio. I km sotto le ruote calde scorrono, si passa per la litoranea jonica, Scanzano, Policoro, Novi, Trebisacce e finalmente si arriva a Schiavonea, chiamata così perchè li una volta si effettuava la vendita degli schiavi, ma a Basilea allora una volta vendevano il Basilico?
Si passa sotto il gonfiabile, tra il saluto e il benvenuto di chi ti fa la registrazione, si entra nel Quadrato Compagna facendo romboare i motori e suonare le marmitte in segno di saluto. Ci viene incontro Zio Gustavo, persona speciale conosciuta ad Ischia anni indietro sempre ai motoraduni, partito il giorno dopo di noi ha macinato km in un battibaleno pur di essere il primo ad aprire i cancelli. Ci viene incontro anche Mario, per me Marione, dalla sua chioma bianca scompigliata e fluente, la voce roca e il sorriso genuino dell'uomo che ritrova dopo tanto tempo l'amico di sempre.
Lui è il Presidente del motoclub di Corigliano Calabro, colui che ci ospita, entusiasta sembra più lui che aspetta che gli altri che sono giunti alla meta.
Man mano il piazzale si riempie e Lui, felice di mostrare le bellezze del posto, annuncia che ci porterà a vedere un paesino dal nome San Cosmo Albanese. Dopo il giro nel paese di Corigliano tra gli sguardi curiosi degli abitanti, i salti dei bambini al nostro passaggio e le riprese di qualche telefonino puntato si raggiunge il paese calabro di San Cosmo Albanese, popolato da migranti albanesi ora è quasi decimato dalla mancanza di lavoro, i giovani si sono purtroppo recati altrove.
Quei pochi abitanti rimasti, saputo del nostro arrivo, ci offrono vino, fichi e vin cotto, taralli, dolci e tutta la loro simpatia.

Un anziano curioso si avvicina, forse non ha mai visto tante moto tutte insieme ed assiste alla bendizione dei motociclisti da parte del parroco della maestosa e bellissima Chiesa, timidamente chiede da dove si venga, "Fiumicino" rispondo io, e lui con un sorriso che traspare di ricordi passati esclama "la conosco anch'io, facevo il militare a Roma 60 anni fa".
Lasciato San Cosmo si va verso il Casala Marcalia, una telefonata per scusarci del ritardo e per avvisare che si sta per arrivare. Doccia e di nuovo verso Schiavonea dove ci aspetta la cena offerta dal motoclub "i Cavalieri di Corigliano". La cena penso io...ma a nessun raduno offrono mai la cena, che cosa strana....ma la cosa più strana verrà il giorno dopo.
Tra la musica, il sosia di J-Ax e quello di Michael Jackson passa veloce la serata in compagnia e si conosce altra gente.
La mattina seguente si raggiungono di nuovo gli amici, colazione offerta dal motoclub, giro turistico per il paese di Corigliano e poi il pranzo offerto dal motoclub i "Cavalieri di Corigliano", pasta, carne, verdure, pane e bibita. Faccio una foto per mostrarlo ai ragazzi, la cosa strana di cui parlavo sopra...non mi era mai capitato che oltre alla colazione offrissero anche il pranzo!!!
Per digerire e per curiosare si giunge fino alla fabbrica della famosa "Amarelli" nota Azienda di lavorazione della liquirizia conosciuta un po in tutto il mondo. Si fa il giro tra i reperti storici, vestiti in bacheca chiusi apparteneti alla nobile famiglia dal prestigioso nome, attrezzature per la lavorazione delle famose radici da cui si estrae questo oro nero dal sapore dolciastro ma non poi tanto, tra l'amarognolo e il dolce è il gusto tipico di questa radice calabra, una pianta infestante che rende faticosa la sua raccolta tra le trincee scavate anticamente a mano dall'altezza di un essere umano.
Comprato quanto si poteva trasportare in moto, tra cui un dentifricio all'aroma di liquirizia, si ritorna in paese scortati da Eugenio, uno dei "Cavalieri" che simpaticamente ci ha accompagnato fin su il castello di Corigliano ad ammirare la sua maestosità. Si riconosce chi è del sud, gentile e premuroso con gli ospiti come fossero parenti propri.
Si ritorna al luogo del motodaruno, tante altre moto sono ormai giunte a destinazione, sono le 17,30 e viene annunciato un giro tutti insieme verso una azienda casearia.
Ci aspettavano li....abbiamo trovato un buffet tutto per noi,  salumi tipici della calabria, mozzarelle di bufala, bevande al sapore di fragola e bacche di goji prodotte da loro....la pancia comincia a riempirsi e quando ci chiedono di risalire in sella dopo la foto di gruppo, si intuisce che il giro non è finito ma che si mangerà ancora...oh ma qui non si fa altro che mangiare??
L'arrivo all'azienda agricola Oliveto ci trasmette quel sapore di buono, gente che ci aspetta nel giardino, tutti insieme con la tavola imbandita...tavola? 10 metri e più di tavoli preparati di ogni ben di Dio, mozzarelle, crocchette, pizzicotti, olive, salame, pizzette, ricotte, formaggio, soppressata, formaggio piccante, polpette di carciofi, di olive a non finire...e siccome sembrava poco per loro, vista la gioia di accoglierci che hanno pure ordinato delle gigantesche pizze....
Mario giovane di 29 anni ma con la saggezza e l'esperienza di un uomo di 40, ci racconta che tempo fa l'esondazione del fiume che li circonda ha fatto morire 600 capi di bestiame che gli appartenevano, l'azienda che stava per crescere maturare e che avrebbe portato loro dei frutti a breve scadenza si è trovata deprivata della fonte del loro guadagno improvvisamente. La morte di tutti quegli animali improvvisamente li ha fatti inginocchiare, ma si leggeva negli occhi che sono persone che si inginocchiano ma non crollano, si rialzano, a fatica si riprendono, ma la loro dignità e la loro unione li rende più forti di prima anche di fronte ad uno Stato che non aiuta che non tende la mano ma che anzi cerca e tenta di trovare il modo di far ricadere su loro la disgrazia per quanto accaduto, quindi dopo il danno vorrebbe anche la beffa. Ma loro non ci stanno e continuano con la loro proverbiale testa dura ad alzarsi la mattina quando ancora mattina non è per tutti, la mattina per noi è quando il sole è già alto, per loro il sole arriva dopo ore di lavoro con il bestiame, quel bestiame che vive, che si nutre su quei campi di liquirizia.
Mario taglia il salame a grosse fette, ma che dico fette, sono tocchi , grandi come la grande bontà che hanno nel cuore queste persone.....il gruppo dei motociclisti se ne va, saluta e ringrazia all'infinito....le nostre moto però rimangono spente, nessuno se ne accorge, si rimane tra quella gente che ti racconta che per continuare ad andare avanti nei primi momenti dopo l'accaduto, i più giovani sono andati in Germania, lo scambio d'idee, i racconti, la curiosità loro di sapere da dove si veniva, faceva scorrere il tempo senza accorgersene e intanto il sole calava. I bambini guardavano le moto da vicino, una di loro chiede se può salire sopra, la guardo e le dico "vai verso il cancelo dove finisce il brecciolino, poi ti faccio salire", mi guarda stupita forse chiedendosi "perchè mai non posso salire come hanno fatto le altre ma posso farlo solo ginta al cancello?". la guardavo allontanarsi e nel mentre accendevo la moto, cosciente di sentirmi responsabile non volevo che il brecciolino sotto le ruote potesse diventare nemico, giunta al cancello mi guardava senza che il suo viso esprimesse una domanda, "bhe" faccio io, "non volevi salire? sali ora", mi guardò, sembrava avesse paura e difatti ne aveva perchè lo disse poi, "ma che devo salire? adesso? ho paura", "sali" dico io. Sali e camminammo lungo il corso della ferrovia, tornate indietro tra le altre "donnine" che ci aspettavano e che avrebbero voluto fare un giro in moto lei scese, pensavo avesse non più di 15 o 16 anni, invece era già mamma di una piccola bimba dal braccio ingessato. Mario quindi si rese disponibile a far fare il giro ai più piccoli che ben presto per loro non fu più sabato ma sembrava una domenica di festa. Nel frattempo una di loro mi toccava la mano e mi sussurrò "lo sai che qui i maschi dicono che le femmine non sanno portare la moto", "accipicchia che abbiamo combinato oggi!" esclamo io, "abbiamo fatto vedere ai maschi che pure le femmine sanno portare le moto!"
Mario, sapendo che ci saremmo persi tra le strade per quei campi ci accompagnò fino alla sede del motoraduno, mentre il freddo gelava le mani la testa calda pensava a quanta dignità avevo visto oggi tutta insieme!
Arrivati al "Quadrato Compagna" si mangiava di nuovo....ma qui non fanno altro che farci mangiare??!!!
Veramente, giuro, non ho mai visto un motoraduno che ti fa ritornare a casa con 3/4 kg in più per le cose che ti hanno saputo offrire. Si fa notte e la stanchezza ci accompagna fino al Bed and Breakfast, non era sola, le faceva compagnia il freddo di un primo di giugno anomalo.
Sono le 8 è già domenica, questi tre giorni sono passati in fretta, oggi 2 giugno è festa della Repubblica, qui il tricolore italiano non si vede in cielo, ma qui in terra ci sono più di tre colori, le moto, a centinaia hanno riempito il piazzale, il sole è alto e già ci hanno offerto la colazione, due ragazze dai costumi succinti stanno facendo il "biker wash" ovvero il lavaggio delle moto, tra schiuma e uomini intimoriti dal solo fatto che se li vedessero le mogli che hanno lasciato a casa!






Musica allegria, gente che si fotografa vicino a moto splendide, finalmente si affacciano anche gli abitanti del posto, curiosi di vedere tanta gente venuta da lontano con i loro bolidi. Alcuni Biker  fanno risuonare le loro marmitte senza silenziatore, girando la manopola del gas a suon di musica! Diventa una gara, chi sgasa di più, chi ha il suono più imponente.
Fra poco si mangerà di nuovo, i "Cavalieri" offrono un pranzo di gala accompagnato da frutta e dolce", noi purtroppo andiamo via, ma prima di salutare in particolar modo alcuni di loro che ci hanno accompagnato in questi giorni, come Eugenio, chiedo timidamente se posso avere un ricordo.





Una foto con "i Cavalieri", anche se gli occhi mi hanno impedito di portare il mio intruder 800 fino in Calabria, non si può dire che una motociclista non sia motociclista solo perchè non ha la sua moto con se, allora si sale in  sella alla Yamaha di Lorenzo, compagno di vita da 30 anni, che fiero d'avermi insegnato questo e altro mi guarda da lontano mentre "tutti" i "Cavalieri di Corigliano" mi accerchiano solidali e gioiosi "sparandosi" le pose per una foto che forse solo in facebook verrà notata dagli amici.

"Rossi" e caldi come il sangue che scorre nelle vene, rilasciano tutti per la foto ricordo, un sorriso fantastico. Mario il presidente prima di andar via mi dice che sono la motociclista che è venuta da più lontano, gli prometto allora che anche il prossimo anno ci sarò, ma stavolta a cavallo della mia inseparabile Suzuki.


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