sabato 3 novembre 2018

“Lu Coccalu du Muortu”...ovvero il teschio del morto.

Dany Angy Russo per WolflandRoad

Il flusso di emigranti che dal Mezzogiorno, s’imbarcò alla fine dell’800, alla scoperta del “Nuovo Mondo”, ha caratterizzato una diffusione, anche negli Stati Uniti, di particolari usanze del mondo contadino.
Tra queste una in particolare, proveniente dai paesi delle Serre vibonesi e celebrata dopo la fine del raccolto e prima della commemorazione dei defunti.
La festa si chiamava; “Lu Coccalu du Muortu”, ovvero il teschio del morto. Il primo di novembre si era soliti svuotare le zucche per dargli la forma di un teschio (coccalu), ponendo un nume all’interno, in ricordo dei defunti che sarebbero tornati a far visita ai propri cari, durante la quella notte.
La zucca però aveva anche il ruolo di contenere le ricompense che i bambini per consuetudine, andavano a racimolare fanno il giro del paese e bussando alle case. L’analogia con Halloween sta anche nel fatto della preferenza dei dolci e cibi zuccherati, che sarebbero stati più graditi ai cari estinti. Il caso vuole che la tradizione di Serra San Bruno sia stata nuovamente analizzata e convertita in fiaba per bambini, con un titolo che rievoca persone e fatti realmente accaduti. “Giuseppa e il fantasma pasticcione” a cura di Leonardo Ruffo e Ninì Mazzei, edito da La Rondine edizioni.
La novella, arricchita dalle illustrazioni di Antonio Spadaro, narra un storia realmente accaduta, la notte del 31 ottobre del primi del 900. La protagonista, è una contadina che sta per lascare la sua terra, per trasferirsi, con la famiglia in America. Ma prima di partire si prepara a festeggiare il rito de “lu coccalu” e proprio in quella notte, incontra un personaggio speciale che cambierà per sempre il corso della sua vita. Il libro è stato il centro di un dibattito con i bambini stessi, durante una festa di presentazione, tenutasi ieri a Catanzaro, in collaborazione con la Cooperativa Isola che non c’è, l’associazione Vitambiente e arricchita dal Moto-incontro dei Rebels MC East Calabria.
Un’occasione per ripercorrere storia e tradizione di mondi paralleli che s’incontrano sempre e un modo per festeggiare altri elementi curiosi delle nostre tradizioni, affinché esse non vengano riconvertite, a suffragio di mode passeggere e a nocumento dei costumi, ma anzi pongano nuovi spunti di riflessione e modi di riprendere antichi rituali, di cui molti ancora non conoscono l’origine.

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