sabato 30 giugno 2018

Mistostretto ....Baciati dal sole.....

Andrea Utzeri per WolflandRoad
Per questa gita baciata dal sole il buongiorno s' è visto dal mattino: le moto che affluivano all'Euclide non finivano più, e che moto - cito solo certe Guzzi da strabuzzar gli occhi
(specialmente quella più cicciona al cui conducente nostalgicamente biancobaffuto ho fatto i complimenti) e una mt9 versione corsa. Il vintagissimo apripista (che se non mi sono sbagliato ho rivisto stamattina prima delle otto in moto in via Forte Braschi) ci ha condotti con la sua Guzzina sempre con grande prontezza e buon passo per tutto il giro.

Dalla Tiberina siamo planati subito in Sabina dove ho già molto goduto di un bel misto stretto nei dintorni di Cottanello, nelle stradine che dividono i monti sabini dai nomi sapidi come Porco Morto o Monte Cosce.

Lambendo poi Rieti siamo saliti per il Terminillo da ovest (altra scorpacciata di un misto stretto e anche misto veloce) per una pausa al fresco e la gustosa (e a tratti scivolosa di brecciolino) discesa verso Leonessa, strada nel versante nord della montagna, dal carattere boscoso e lussureggiante.
Divisi in Carnivori-alcolici e carbonari-apparecchiari, abbiamo comprato in due gruppi la bisogna per un gran banchetto alla brace. Fatto benzina, c'è voluto un monte di tempo perché anche i carnivori-etilici fossero pronti. Quando finalmente sono arrivati all' appuntamento sotto Leonessa qualcuno, vista l'ora, ha proposto un percorso alternativo più rapido (e meno divertente, come ho saputo dal giovane sulla carenata) per Campotosto ma fortunatamente il gagliardo apripista ha detto "ride first"- magna' poi- e il pericolo è passato. Abbiamo dunque continuato mi sembra per Posta e Borbona dove la strada era molto divertente (dico era perché il divertimento è un risultato fugacemente soggettivo di percorso e disposizione del momento) per raggiungere finalmente il Lago di Campotosto e in un batterdocchio imbandire la più bella tavola da banchetto - sfarzosi salumi e formaggi accompagnati da vari vini (minacciosamente presieduta da Cinghio) - e cuocere le buone carni sulla brace.
Non ho ancora capito perché non mi sono sbronzato: con quei formaggi e quelle carni chissà quanto ho bevuto; sarà stata la bontà della zavorra cibaria. Fattosta' che poi come nulla fosse ci siamo rimessi in moto ( e devo dire che il mio sedere l'ha quasi odiata) per un rientro diciamo "vento in poppa" ovvero "così le curve vengono meglio",puntando verso sud sulla via Sabina (bellissimo il tratto alberato a viale al confine col Lazio) e poi Salaria per Antrodoco.

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