martedì 17 ottobre 2017

Civita di Bagnoregio ...detta anche "la Città che muore"

Andrea Utzeri per Wolfland
Quando la meta della gita in moto, è Civita di Bagnoregio detta anche "la Città che muore" la cosa si fa interessante, perchė per arrivarci da Roma ci stanno un sacco di belle curve.
Oggi siamo un gruppo di centauri più misto che mai, guzzi, harley, giapponesi, tedesche a 6 cilindri, inglesi, insomma un bel mucchietto di moto.
Dopo le curve della cimina tra ricci di castagne che cadono sulla strada e saliscendi, arriviamo alla sosta aperitivo al lago di Bolsena, salute, cin cin, prosit ecco che partono i brindisi a suon di spritz e patatine all'olio di palma, nel mentre qualcuno attaccava locandine del motoraduno Bielle e Pappardelle che ci sarà il 29 ottobre, e come i testimoni di geova abbiamo convertito ed invitato tutti i motociclisti che erano nel raggio di 500 metri per poi farci l'immancabile selfie di gruppo in spiaggia.

Si riparte verso la meta, curve e strade bellissime ci chiamano, eccoci a civita dove ognuno si ė guadagnato un parcheggio qua e la, moto sparse ovunque. Ci si incammina per il ristorantino, una volta seduti finalmente si comincia ad assaggiare, brindare, sparare due cazzate, ė tutto veramente buono compresa la compagnia. Ora ci aspetta la passerella per andare su a Civita di Bagnoregio che ha ben 10 residenti, ma ogni domenica viene assalita da migliaia di turisti di ogni razza, per forza ė un posto da favola, vedere quelle casette ammucchiate su quella specie di panettone che sembra disegnato poi quella passerella lunghissima, ė un piacere per gli occhi vedere certi luoghi.

Tra noi c'ė chi ha preferito fare da spettatore seduto al bar non faccio i nomi ma uno era il presidente del nostro motoclub. Per fortuna qualche temerario ha affrontato la fatica del dopo mangiato, per andare almeno a fare presenza dentro il paesino che muore.
Un giorno potremmo dire, noi ci siamo stati. Bella giornata.

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