martedì 19 settembre 2017

Sara Cabrini...La mia Storia ...la mia passione.....

Sara Cabrini per Wolfland
"Entrate nel mio mondo, la porta è aperta" Prima di farvi accomodare, mi presento; sono Sara Cabrini, ho 20 anni e corro in moto da quando ne avevo 7. Ma dove corro?
Corro principalmente nei kartodromi con moto più piccole delle vostre come ad esempio la mia piccola BR10 GP, si tratta di moto con cerchi da 10 o 12 pollici, moto che possono usare sia i grandi che i piccini, ma attenti, il fatto che siano più piccole non vuol dire che siano più facili da guidare!
Esistono Campionati proprio specializzati per queste categorie di moto, quello a cui ho partecipato io quest'anno è il Dodici Pollici Italian Cup. Si disputano ben 5 weekend di gara nell'intero campionato, all'interno di ogni weekend di gara troviamo le prove libere che si svolgono il sabato e poi; beh poi arriviamo alla domenica, il giorno che conta di più, quello più importante con ben due gare da disputare per ogni categoria.
La domenica mattina si svolgono le qualifiche, un turno da 5 minuti per ogni categoria dove non hai tempo di sbagliare, non hai tempo di aspettare il traino giusto, devi entrare in pista, darci del gran gas e sperare che ti esca il giro migliore, il giro da pole position. Una volta finite tutte le qualifiche, iniziano le gare e insieme a loro inizia quell'ansia da pre gara che personalmente mi fa pensare "ma perché lo sto facendo?!!! Non era meglio stare sul divano?!!" Arriva poi il momento in cui ti metti il casco, sali sulla tua "piccola" moto e ti schieri sulla griglia di partenza. Quel momento è qualcosa di indescrivibile, sei lì, ormai da sola, con la tua moto accesa, ti guardi attorno e vedi solo avversari. È qui che l'ansia pre gara si trasforma in adrenalina, in grinta e determinazione ed è in questo momento che capisci il perché lo stai facendo, il motivo per cui sei lì e non sul divano come invece sognavi dieci minuti prima; il motivo è la passione e la voglia di arrivare prima di tutti!
Le gare durano 8 minuti più due giri, una cosa particolare per chi corre, non sai mai quanto manca alla fine finché non vedi esposto il cartello dei due giri, quando vedi quel cartello non c'è più tempo, manca poco, pochissimo alla fine. Se sei primo, con il secondo attaccato al codino, devi aspettarti un sorpasso anche quando meno te lo aspetti e devi essere pronto a difenderti, ad ogni costo. Ti appresti ad affrontare l'ultima curva, esci a gas aperto e ti avvii verso il rettilineo dove vedi lo sbandieratore che sventola con forza la bandiera a scacchi, è li che ti rendi conto che è finita e subito pensi "già finita?! Adesso non mi resta davvero altro che andare sul divano a guardare la TV...che brutta cosa!" Insomma saresti già pronto a ripartire per un'altra gara e invece no, ti appresti a rientrare sotto il tuo gazzebo, a spegnere la moto e poi..e poi ti vedi venire incontro i tuoi amici che ti vengono ad abbracciare e ad applaudire per la gara che hai appena fatto, per avercela messa tutta fino all'ultima curva! È il momento in cui tutto il lavoro fatto sino a quel momento si racchiude in un abbraccio e un sacco di sorrisi, insomma il momento per cui vale la pena soffrire anche l'ansia pre gara. Ah quasi dimenticavo....Non sempre l'ultimo giro va come speri, certe volte vinci ed altre no. Quando non vinci è perché non hai chiuso bene la porta.

Sara Cabrini
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