venerdì 29 settembre 2017

Sara Cabrini: "Il mondo delle corse vissuto da una ragazza"


Sara Cabrini per Wolfland

"Il mondo delle corse vissuto da una ragazza"
Le persone dopo che vengono a sapere della mia passione per le moto e le corse mi dicono "corri in moto?! Wow che bello dev'essere!"; ma soffermiamoci un attimo su

questa frase.
Quando mi dicono questa frase penso a un sacco di cose, penso per prima cosa che hanno ragione; correre in moto per me è la cosa più bella che possa esistere, le emozioni che ricevi prima e dopo una gara sono stupende, sentire il vento che ti accarezza il casco, sentire la saponetta che struscia sull'asfalto come se lo stesse accarezzando sono tutte sensazioni bellissime; insomma correre in moto si, è molto bello, nessun dubbio.
Ma quanto è dura per una ragazza come me, competere e cimentarsi sempre contro uomini? Beh MOLTO ma non troppo. Dico "molto" perché è molto dura, è dura quando fin dalle minimoto vedi che quando riesci a mettere dietro qualche maschietto, puntualmente quel maschietto inizia a guardarti in maniera diversa, con gli occhi di chi inizia ad odiarti, sempre che da bambini si possa già odiare qualcuno, insomma vieni esclusa un po' dal gruppo.
Dico ciò perché l'ho vissuto e ho visto genitori rimproverare i figli a fine gara solamente per il fatto che si siano fatti mettere dietro da te, da una ragazzina dai capelli lunghi, ho visto adulti che pur di non arrivare dietro di te sono disposti a tutto, anche a buttarti in terra facendoti andare a raccogliere margherite sul prato a bordo pista. Ma quanto è brutto tutto ciò? In sintesi è brutto vedere che la gente ti "odia" solo perché in quella gara e in quel momento sei stata più brava di loro. Prima ho detto che per una ragazza questo è un mondo difficile ma non troppo, ora vi dico perché.
In questo mondo principalmente maschile trovi anche quelli che ti dicono "ma te sei una ragazza, non puoi essere forte come i ragazzi!"
Quando ti trovi persone che praticamente ti dicono ciò la tua faccia è pressoché questa "😈". Non so se per le altre ragazze vale lo stesso ma secondo me queste persone sono da ringraziare perché quando ti senti dire certe cose ti sale una tale rabbia che la tua pelle da rosa diventa viola, i tuoi occhi si assottigliano come se dovessi leggere un cartello a distanza ma senza occhiali e insomma, diventi come la faccina di prima. La cosa bella è che poi questa "rabbia" riesci a riportarla in pista sotto forma di grinta! Ad una gara mi è successo di voler a tal punto dimostrare che potevo farcela che pur di vincere avrei fatto io qualsiasi cosa, ovviamente nelle regole; mi sono resa conto che staccavo molto più tardi e acceleravo prima rispetto alle qualifiche che avevo fatto un'ora prima, non avevo paura di cadere, di farmi del male, vedevo solo il mio obbiettivo, vincere!
Ce l'ho fatta.
Ce l'ho fatta a vincere e ce l'ho fatta a dimostrare che potevo farcela. Che soddisfazione! Anche se si tratta delle solite gare "del prosciutto", essere una ragazza è difficile, ma non troppo, perché anche noi sappiamo vincere.

Non ci credete? Ana Carrasco..Prima donna a vincere una gara mondiale!
Passo e chiudo (non il gas✊🏼)

 

 

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