sabato 1 luglio 2017

Passi Selvaggi della Lombardia......



Prendi 5 vecchi compagni di tanti elefantentreffen, manifestazione che rinsalda le amicizie come poche cose al mondo, 1 sherpa camuno, 1 giovane valtrumplino, 2 bolognesi,condisci il tutto con 2 dominator, 1 vstrom 1000 e 1 vstrom 650,
1 bmw rs, 1 triumph 800,1 vecchia Honda XR 600, 1 ktm 990 e un Suzuki Dr 1.650,


miscela il tutto e ti vien fuori 1 itinerario in gran parte su asfalto e in minima (10 km) parte su sterrato per la felicita’ dei mezzi che hanno i cerchi in lega su percorsi che pochi conoscono…il luogo di partenza e’ come spesso accade Gardone Valtrompia, da li risaliamo la valle con ampie curve sino ad arrivare al piazzale sterrato del Maniva da cui si gode un panorama sia sulla valtrompia che sulla valle di Bagolino.




Seminascosta a fianco della chiesetta parte una stradina (sconosciuta alle mappe)


dapprima asfaltata e poi sterrata, costeggiata da importi strapiombi, che dal Maniva porta al Rifugio Rosa al Baremone,





poi giù vertiginosamente ad Anfo (attenzione che e’ una sequela di strettissimi tornanti..e una strana roccia fallica



e poi dopo aver costeggiato quasi tutto il lago d’Idro su verso Bagolino

e di nuovo Maniva e da li via Dosso dei Galli dove ci sono i resti della Troposcatter Military base radar NATO




il bellissimo sterrato che porta al Crocedomini.


a destra il passo Crocedomini e a sinistra il rifugio Bazena


Da qui giù in Valcamonica con sosta pranzo in un ottimo ristorante a Prestine, un’occhiata a Bienno, il paese dei Magli e dopo esser scesi a Boario su per la via mala in val di Scalve a vedere il salto dell'angelo (si trova a meta’ della seconda galleria salendo…in parte c’e’ abbastanza spazio per lasciare le moto in sicurezza.


Il salto dell’Angelo si trova sulla vecchia via Mala ora dismessa e fa capire bene il perche’ di quel nome. Poi si sale verso Colere, si attraversa il paese e via Vilminore, Vilmaggiore e Schilpario, cercando invano di vedere i resti della diga del Gleno responsabile di un’immane tragedia nel 1923 quando cedette e l’acqua distrusse intere frazioni si piglia la strada che conduce al passo del Vivione, altro passo di secondaria importanza ma paesaggisticamente molto bello



e da li giù di nuovo in Valcamonica a Forno d’allione da cui si ridiscende la valle e il lago d'Iseo sulla sponda Bresciana e lungo le splendide curve di Polaveno (attenzione ai velox e ai ciclisti)


si torna a Gardone val trompia...dopo aver girovagato per almeno 300 km.



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