lunedì 24 luglio 2017

Mototurismo Ricerche sulle abitudini dei Mototuristi,,,Università di Roma “La Sapienza”



Mototurismo
Ricerche sulle abitudini dei Mototuristi

Università di Roma “La Sapienza”

6 luglio 2017
Autore: Flavia Cappelloni, Patrica Donderis, Daniel Monteagudo, Denia Ye
Docente: Simona Staffieri
Conclusioni
Aspetti positivi e criticità
Durante lo svolgimento dello studio abbiamo incontrato nei rispondenti un eccezionale spirito di “grande famiglia”, sia nei commenti di incoraggiamento sia nella condivisione spontanea del nostro questionario. Siamo riusciti inoltre a chiedere ad alcuni rispondenti delucidazioni in merito ad alcune risposte fornite.
Abbiamo riscontrato un notevole interesse allo studio raccogliendo 464 email su 1043 rispondenti e riteniamo di aver individuato in maniera mirata il target, con solo 11 persone che sono stati filtrati (su 1054 che hanno scelto di accedere al link), in quanto non rispondevano al profilo desiderato.
Durante lo svolgimento della ricerca abbiamo avuto anche dei problemi con la domanda “che tipo di moto possiedi attualmente”: essendo una domanda aperta alcuni rispondenti hanno risposto indicando precisamente il modello, altri indicando il tipo di moto, altri ancora la casa costruttrice. Inoltre il lavoro di divisione di queste tre variabili e di identificazione del tipo di moto sulle risposte complete è stato piuttosto lungo e macchinoso.
Conclusioni generali
Il campione è costituito da 1043 rispondenti di cui 941 maschi e 102 femmine, di età media tra i 34 e i 51 anni, con netta prevalenza di lavoratori. I tipi di moto maggiormente rappresentate sono le naked e le enduro stradali e, come abbiamo già detto, la prevalenza di naked come tipo di moto più rappresentata ci induce a pensare il mototurismo come un sottoinsieme di attività motociclistiche, in quanto è plausibile che si diventi mototuristi in quanto si è già motociclisti, piuttosto che si scelga di diventare motociclisti esclusivamente per compiere mototurismo. Successivamente abbiamo evidenziato come ci siano delle
differenze di genere nella scelta del tipo di moto da possedere e abbiamo ipotizzato che queste differenze siano principalmente legate a una diversa fisicità dei due sessi.
Per quanto riguarda la motoaggregazione i risultati ci hanno dato molti spunti di riflessione in quanto ci aspettavamo una maggiore partecipazione sia ai motoraduni che ai motoclub. Abbiamo però evidenziato come ci sia effettivamente una tendenza personale alla motoaggregazione, evidenziando come la partecipazione o meno a motoclub influisca sulle preferenze di viaggio. Abbiamo inoltre riscontrato come i motociclisti siano molto attivi sul web per l’organizzazione del viaggio, ma abbiamo anche riflettuto su quanto questo risultato potrebbe essere stato influenzato dalla scelta di diffondere il questionario online.
Per quanto riguarda il viaggio, i motociclisti del campione hanno dimostrato di attribuire scarsa importanza alla presenza di autovelox, di officine e di alloggi per motociclisti. In questo caso riusciamo anche a vedere il mototurista sotto una luce diversa rispetto alla figura pittoresca che pervade l’immaginario collettivo, e in discreta misura anche una piccola parte della letteratura, e cioè del rude motociclista, fissato solo ed esclusivamente sulla moto, sulla sua guida e manutenzione. Infatti come già detto dallo studio emerge che i mototuristi attribuiscano l’importanza maggiore ai punti panoramici e alla presenza di piccoli borghi, perciò anche se la moto rimane talmente importante nel viaggio da poter definire il guidarla come vero e proprio scopo del viaggio, questa non è un punto focale di tutti gli aspetti del viaggio mototuristico.
Inoltre abbiamo visto come la preferenza dei mototuristi del campione riguardo alle strutture ricettive ricada su B&B, Agriturismi e Alberghi, forse per i seguenti motivi: queste strutture sono più facilmente reperibili sulle strade che i mototuristi preferiscono affrontare, non richiedono prenotazioni con largo anticipo e sono delle strutture relativamente comode che permetterebbero al mototurista di ridurre il proprio bagaglio.
Infine abbiamo dimostrato come l’occupazione sia correlata con il numero di viaggi svolti e la propensione a viaggiare, inserendo il campione italiano nelle tendenze generali, già registrate dalla letteratura americana e inglese.
Proposte per ulteriori studi
Durante lo svolgimento del progetto abbiamo notato alcuni aspetti interessanti che riteniamo possano essere approfonditi in future ricerche. Innanzitutto riteniamo che sarebbe interessante approfondire le motivazioni della scarsa rappresentanza delle donne nel mondo motociclistico (quantificando quanto effettivamente scarsa sia o se in effetti possa essere più numerosa di quanto ci si aspetti) e se possa essere legata a questioni di mercato, e quindi di indisponibilità di svariati modelli di moto accessibili alla fisicità della maggior parte delle ragazze, o se possa essere legata a una visione ancora prettamente maschile del mondo motociclistico. Sarebbe inoltre interessante indagare il fenomeno delle zavorrine e il ruolo della donna nel motociclismo.
In secondo luogo crediamo sia necessario compiere degli studi sulla percezione nell’immaginario comune del motocilista. Abbiamo accennato più volte come il mototurismo possa essere un importante volano di sviluppo economico delle realtà rurali, ma è bene ricordare che per il successo di una destinazione turistica è sempre necessario evitare conflitti con la popolazione residente. In quest’ottica è necessario condurre degli studi appropriati sul tema, che potrebbero anche essere alla base di campagne di sensibilizzazione sulla reale natura del mototurista.
Un altro studio che riteniamo necessario dovrebbe indagare più a fondo la natura economica del mototurismo e quanto effettivamente la disponibilità di soldi da parte dei motociclisti incida sulle loro scelte, oppure se il mototurismo ha un comportamento anaelastico rispetto alla variabile “denaro”.
Infine abbiamo riflettuto sulla possibile evoluzione della motoaggregazione in relazione alle nuove tecnologie. I motoclub sono delle associazioni a tutti gli effetti, con statuti, quote associative e direttivi, ma non sembrano essere attualmente una forma di associazionismo prediletta dai motociclisti. Più numerosi invece sono i diversi gruppi spontanei che nascono sul web e che spesso sono utilizzati in sostituzione ai canonici spazi dei motoclub. Pensiamo che questa nuova forma di associazionismo spontaneo possa portare sicuramente a una segmentazione tra i motoclub online e quelli tradizionali, ma che oltre tutto potrebbe addirittura portare alla scomparsa dei motoclub come li intendiamo attualmente, motivo per cui riteniamo importantissimo uno studio sulle possibili evoluzioni e implicazioni di questo fenomeno.

 Ringraziamo:Flavia Cappelloni per averci inviato questo studio.

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